Piano Transizione 5.0: il Governo italiano stanzia tredici miliardi di euro per il 2024 e 2025

Le misure, che potenzieranno l’impianto del Piano Industria 4.0, saranno pubblicate con decreto-legge nelle prossime settimane, che ne definirà i dettagli e le modalità di fruizione, rendendo lo strumento pienamente operativo:

  1. Stanziamento già previsto al tempo dell’ultima finanziaria dal governo Draghi per il piano Transizione 4.0, si sono aggiunte ulteriori risorse pari a 6,3 miliardi provenienti dal programma europeo RePower EU;
  2. Aumento del tetto massimo di spesa per gli investimenti agevolabili: dagli attuali 20 a 50 milioni di euro, così da rendere più efficace l’azione di attrazione di investimenti stranieri nel nostro Paese;
  3. Le imprese che, a seguito dell’investimento, certificheranno un risparmio energetico del 3% a livello aziendale o del 5% per il processo produttivo interessato, potranno sommare l’attuale credito d’imposta 4.0 con le agevolazioni disposte dal piano transizione 5.0, raggiungendo un’aliquota massima del 40%;
  4. Le agevolazioni del Piano 5.0 non verranno parametrate sulla base del valore dell’investimento effettuato ma in base al livello di efficienza energetica e abbassamento dei consumi raggiunti dall’impresa a seguito dell’investimento;
  5. Il Piano interesserà investimenti sostenuti dalle imprese a partire dal 1° gennaio 2024 (le misure potrebbero quindi essere retroattive);
  6. Parte delle risorse del piano sarà destinata alla formazione, riconoscendo l’importanza di rafforzare parallelamente le competenze del capitale umano delle imprese che si trovano ad affrontare un tale cambio di paradigma. Le imprese potranno richiedere contributi a sostegno della formazione in misura pari al 10% del valore dell’investimento.

 Obiettivi del Piano Transizione 5.0 e beneficiari

  1. Il Piano Transizione 5.0 segna secondo il Governo una svolta epocale, che avrà l’obiettivo di spostare il focus dagli investimenti per l’efficientamento tecnologico e digitale delle imprese, all’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale del sistema produttivo italiano.
  2. L’attenzione verso il rispetto delle persone e del pianeta diventa quindi sempre più cruciale, con un’aspettativa di rapido adeguamento ai principi ESG (Environmental, Social, and Governance) da parte del tessuto imprenditoriale, sollecitata a livello europeo e auspicabile per il futuro delle nuove generazioni.
  3. Potranno beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore merceologico, dalla dimensione aziendale e dal regime fiscale adottato.

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