L’Avviso pubblico “Spazi dedicati allo sport in ambito oratoriale” è promosso dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri per realizzare, ristrutturare e rigenerare spazi sportivi negli oratori situati in aree degradate, con l’obiettivo di contrastare la dispersione giovanile, favorire l’inclusione e la coesione sociale e migliorare la qualità della vita nei quartieri più fragili. La misura nasce dal Protocollo d’intesa sottoscritto il 1° luglio 2026 tra il Ministro per lo Sport e i Giovani e la Conferenza Episcopale Italiana ed è finanziata con 48.500.000 euro a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, con l’80 per cento delle risorse destinato alle aree del Mezzogiorno.
A chi si rivolge
Possono presentare domanda le Diocesi, gli Istituti Religiosi e le loro Province, le Società di Vita Apostolica e le loro Province. Tali soggetti presentano la candidatura per sé stessi e per gli enti ecclesiastici collegati o sottoposti alla loro giurisdizione, quali parrocchie, case religiose e fondazioni di culto e religione.
Ciascun soggetto richiedente può presentare non più di un progetto per Comune e non più di un progetto per ogni singolo ente ecclesiastico collegato: oratori situati in Comuni diversi possono quindi essere oggetto di candidature distinte.
Un aspetto di particolare interesse riguarda gli enti del Terzo settore e le associazioni e società sportive dilettantistiche: pur non potendo presentare la domanda, possono ricevere gli spazi in comodato d’uso gratuito dall’ente beneficiario per la propria attività istituzionale, divenendo gestori stabili delle strutture realizzate.
Cosa finanzia
Sono ammessi, in via alternativa, tre tipi di intervento:
- la realizzazione di campetti polifunzionali (playground) ad uso oratoriale, con annessa zona giochi per uno sport integrato, accessibile e inclusivo;
- la ristrutturazione o rigenerazione di playground esistenti: rifacimento del manto, sostituzione delle attrezzature sportive, illuminazione, recinzione;
- la realizzazione o ristrutturazione, con contestuale allestimento, di spazi di aggregazione al chiuso da adibire ad uso ludico, sportivo e ricreativo, comprese sale per la danza e per la ginnastica.
Rientrano tra le spese ammissibili i lavori, le forniture, i servizi tecnici e di progettazione (compresi diagnosi energetica e attestato di prestazione energetica), gli incentivi per funzioni tecniche, gli imprevisti e le attrezzature sportive entro il 30 per cento del contributo richiesto. Sono finanziabili, tra le altre, categorie di intervento quali abbattimento delle barriere architettoniche, pavimentazioni, impianto fotovoltaico, solare termico, cappotto termico, infissi, spogliatoi, illuminazione e tecnologie di building automation.
Le condizioni
Il beneficiario deve garantire una quota di cofinanziamento pari ad almeno il 15 per cento del contributo richiesto: la sua assenza determina l’esclusione. Gli spazi realizzati devono essere messi a disposizione della comunità a costo zero, o a fronte del solo rimborso delle spese di manutenzione, per i primi 2 anni, e a costi calmierati di almeno il 50 per cento rispetto al mercato per ulteriori 5 anni.
Gli affidamenti seguono il Codice dei contratti pubblici; i beneficiari possono avvalersi di Sport e Salute S.p.A. quale stazione appaltante o centrale unica di committenza.
Quando presentare la domanda
Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma dedicata dalle ore 12.00 del 16 luglio 2026 alle ore 12.00 del 16 ottobre 2026. Le richieste di chiarimento al Dipartimento vanno inoltrate entro le ore 12.00 del 30 settembre 2026.
Terminata la finestra di presentazione, le Regioni Ecclesiastiche selezionano i progetti del proprio territorio entro il 30 novembre 2026. Il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri procede, subito dopo, alla validazione e alla formazione della graduatoria di merito.
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