Fondo perduto del 30% per la Sicilia e il Mezzogiorno
Invitalia, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), gestisce Smart&Start Italia, il principale strumento nazionale di finanza agevolata per le startup innovative ad alto contenuto tecnologico. La misura opera a sportello aperto su tutto il territorio nazionale, con un finanziamento a tasso zero e una quota a fondo perduto riservata al Mezzogiorno.
A chi si rivolge
Startup innovative di piccola dimensione, iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese e costituite da non più di 60 mesi. Possono candidarsi anche le persone fisiche che intendono costituire la società (entro 30 giorni dall’ammissione) e le imprese straniere che aprono una sede operativa in Italia.
Programmi ammissibili
Sono finanziabili i piani d’impresa che presentino almeno una di queste caratteristiche: significativo contenuto tecnologico e innovativo; sviluppo di soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’Internet of Things; valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata (spin-off da ricerca). Il piano può essere realizzato anche in collaborazione con organismi di ricerca, incubatori, acceleratori d’impresa e Digital Innovation Hub.
Costi ammissibili
Sono finanziabili piani d’impresa di importo compreso tra 100.000 € e 1.500.000 €, al netto dell’IVA e comprensivi del capitale circolante. Le spese ammissibili si articolano in quattro categorie di investimento, cui si aggiunge una quota per il capitale circolante:
| Categoria di spesa | Voci ammissibili nello specifico |
| Immobilizzazioni materiali | Impianti, macchinari e attrezzature di natura tecnologica o tecnico-scientifica, nuovi di fabbrica, coerenti e funzionali all’attività d’impresa, identificabili singolarmente e a servizio esclusivo dell’iniziativa agevolata. |
| Immobilizzazioni immateriali | Brevetti, marchi e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche anche non brevettate, correlati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa. |
| Servizi funzionali al piano | Progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni informatiche e di impianti tecnologici produttivi; consulenze specialistiche tecnologiche e relativi interventi correttivi e adeguativi; servizi forniti da incubatori e acceleratori d’impresa; spese di marketing e web-marketing (entro il 20% delle spese ammissibili); costi delle collaborazioni con Organismi di ricerca. |
| Personale | Personale dipendente e collaboratori impiegati sul piano d’impresa. Le spese per il personale dipendente sono rendicontabili con il metodo semplificato a costi standard unitari (Circolare Invitalia del 27 novembre 2024). |
| Capitale circolante (max 20%) | Entro il 20% delle spese di investimento: materie prime, sussidiarie, materiali di consumo e merci; servizi diversi da quelli sopra elencati, necessari all’attività (compresi hosting e housing); godimento di beni di terzi (affitto della sede per il periodo di realizzazione del piano, canoni di leasing e affitto di impianti, macchinari e attrezzature). |
Le spese non possono essere antecedenti alla presentazione della domanda e devono concludersi entro 24 mesi dalla stipula del contratto. L’erogazione avviene per stati di avanzamento lavori (SAL), fino a un massimo di 5, ciascuno di importo non inferiore al 10% delle spese complessivamente ammesse.
Le agevolazioni
Finanziamento a tasso zero pari all’80% delle spese ammissibili, elevabile al 90% per le startup costituite interamente da donne e/o da under 36, oppure con la presenza di un dottore di ricerca rientrato dall’estero. Durata del rimborso fino a 10 anni.
In Sicilia e nelle altre regioni del Mezzogiorno si rimborsa solo il 70% del finanziamento: il restante 30% è a fondo perduto.
Sono inoltre previsti servizi di tutoraggio tecnico-gestionale (15.000 € al Sud) per le startup costituite da meno di 12 mesi e la possibilità di convertire parte del finanziamento in fondo perduto a fronte di apporti di capitale dei soci.
Il finanziamento può inoltre essere convertito in parte in contributo a fondo perduto a fronte di un investimento nel capitale di rischio della startup, effettuato da un investitore terzo qualificato (venture capital, business angel, family office, gestori autorizzati) oppure da soci persone fisiche. L’investimento deve essere di importo non inferiore a 80.000 €, effettuato in denaro, detenuto per almeno 3 anni e perfezionato entro 5 anni dalla data di concessione; la richiesta di conversione si presenta dopo l’erogazione del saldo.
La conversione opera fino al 50% delle somme apportate e, comunque, entro il limite del 50% del totale delle agevolazioni concesse, già al netto dell’eventuale fondo perduto territoriale. Per una startup del Sud, quindi, il fondo perduto territoriale e quello da conversione, sommati, non possono superare il 50% delle agevolazioni. Esempio per un piano da 1,5 milioni localizzato in Sicilia (caso standard, finanziamento all’80% delle spese):
| Voce | Importo |
| Totale spese ammesse | 1.500.000 € |
| Finanziamento agevolato (80% delle spese) | 1.200.000 € |
| Fondo perduto territoriale (30% del finanziamento) | 360.000 € |
| Prestito a tasso zero da restituire (70% del finanziamento) | 840.000 € |
| Investimento apportato (soci o investitore terzo) | 800.000 € |
| Ulteriore fondo perduto da conversione (limitato dal tetto del 50%) | 240.000 € |
| Importo del finanziamento da restituire | 600.000 € |
Il 50% dell’apporto (800.000 €) sarebbe 400.000 €, ma la conversione è limitata a 240.000 €: sommata al fondo perduto territoriale (360.000 €) raggiunge il tetto del 50% del totale delle agevolazioni concesse (600.000 € su 1.200.000 €). Il debito da rimborsare scende così da 840.000 € a 600.000 €.
Novità 2025-2026
Dal DM 18 giugno 2025 l’adempimento dell’obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali costituisce requisito di accesso e di erogazione. È inoltre attiva una linea dedicata ai progetti congiunti tra imprese italiane e francesi (Trattato del Quirinale).
La domanda si presenta esclusivamente tramite la piattaforma digitale di Invitalia. Lo sportello è a valutazione cronologica, senza graduatorie né scadenze: le domande sono istruite nell’ordine di arrivo, con istruttoria indicativa di 60 giorni ed esito comunicato via PEC.
Novità 2025
Dal DM 18 giugno 2025 l’adempimento dell’obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali è requisito di accesso ed erogazione. È inoltre attiva una linea dedicata ai progetti congiunti tra imprese italiane e francesi (Trattato del Quirinale).
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