Certificazione conciliazione vita-lavoro: costi coperti fino a 12.000 euro, si parte il 21 settembre

UNIONCAMERE · PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Nasce la certificazione sulla conciliazione vita-lavoro: 7,5 milioni di euro per accompagnare le imprese lungo il percorso, con i costi della certificazione coperti fino a 12.000 euro e un esonero contributivo per chi la ottiene. Si parte il 21 settembre 2026.

Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, sostengono l’adozione di una certificazione costruita intorno alla conciliazione fra tempi di vita e di lavoro. L’iniziativa dà attuazione al Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e alla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, con l’obiettivo dichiarato di portare 1.000 imprese alla certificazione nell’arco di un anno.

Il riferimento tecnico è la prassi UNI/PdR 192:2026. Il percorso si rivolge in particolare alle micro, piccole e medie imprese, per le quali il costo e l’impegno organizzativo sono spesso l’ostacolo principale.

La misura in breve

PromotoriUnioncamere e Presidenza del Consiglio Dotazione7,5 milioni di euro Obiettivo1.000 imprese certificate
Riferimento tecnicoPrassi UNI/PdR 192:2026 Contributo massimofino a 12.000 euro Avvio21 settembre 2026
Avvio del percorso21 settembre 2026 Vantaggio aggiuntivoEsonero contributivo

A chi si rivolge

Possono accedere le imprese in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso:

  • almeno un dipendente regolarmente assunto;
  • partita IVA attiva, con sede legale o operativa in Italia, oppure domicilio fiscale per i titolari di partita IVA non iscritti al Registro delle imprese;
  • pieno e libero esercizio dei diritti, senza procedure concorsuali né liquidazione volontaria;
  • regolarità amministrativa, contributiva e previdenziale attestata dal DURC;
  • rispetto degli obblighi su assunzioni obbligatorie e collocamento mirato, dove applicabili;
  • trasmissione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, per le imprese tenute all’obbligo.

Che cosa copre il contributo

Il contributo copre i costi della certificazione ed è parametrato al numero di addetti equivalenti e alle giornate di audit previste. Viene liquidato direttamente all’organismo di certificazione: per l’impresa i costi vivi si azzerano.

Addetti equivalenti Giornate di audit Contributo massimo
Da 1 a 5 addetti 1,5 giornate € 1.800
Da 5,1 a 10 addetti 2 giornate € 2.400
Da 10,1 a 15 addetti 2,5 giornate € 3.000
Da 15,1 a 25 addetti 3 giornate € 3.600
Da 25,1 a 45 addetti 4 giornate € 4.800
Da 45,1 a 65 addetti 5 giornate € 6.000
Da 65,1 a 85 addetti 6 giornate € 7.200
Da 85,1 a 125 addetti 7 giornate € 8.400
Da 125,1 a 175 addetti 8 giornate € 9.600
Da 175,1 a 249 addetti 9 giornate € 10.800
Oltre 250 addetti 10 giornate € 12.000

Importi al netto dell’IVA. Le imprese già certificate per la parità di genere o Family Audit possono ricevere un incremento fisso per i costi di sorveglianza.

Come si articola il percorso

1 AutovalutazioneUn test preliminare verifica se l’impresa raggiunge il punteggio minimo richiesto.
2 AccompagnamentoUn esperto qualificato affianca l’azienda con fino a 5 giornate di consulenza gratuita per colmare le lacune e preparare la documentazione.
3 Verifica e certificazioneUn organismo accreditato esegue l’audit; al rilascio della certificazione il contributo viene liquidato direttamente all’organismo.

Sono previste anche attività informative e incontri di orientamento per imprese e consulenti, attraverso il sistema camerale e le reti territoriali.

La tua impresa può certificarsi?Verifichiamo i requisiti, stimiamo il contributo spettante in base agli addetti e seguiamo l’impresa lungo tutto il percorso, fino alla certificazione.Richiedi assistenza tecnicaInformazioni dettagliate